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IL TUTTO È MAGGIORE DELLA SOMMA DELLE SUE PARTI - Mostra dalla collezione di Donata Pizzi al SI FEST | SAVIGNANO IMMAGINI FESTIVAL dall' 8 al 24 settembre 2017
08 Settembre 2017

IL TUTTO È MAGGIORE DELLA SOMMA DELLE SUE PARTI

Fotografie dalla collezione Donata Pizzi

[ITA] È sempre appassionante conoscere il movente che porta alla creazione di una collezione di fotografie, ma questo interesse senz’altro accresce se la collezionista – Donata Pizzi – è essa stessa una fotografa che ha alle spalle trent’anni di carriera, e se il minimo comune denominatore che guida la collezione abbraccia esclusivamente scatti realizzati da donne/fotografe/italiane.

Dopo alcuni anni di lavoro all’estero, Donata Pizzi è ben consapevole di quanto poco spazio occupi la fotografia italiana nel panorama internazionale, spazio ulteriormente ridotto se si parla di donne fotografe; un vuoto che lei desidera colmare improntando in pochissimo tempo (l’inizio della collezione ha una data ufficiale: primo gennaio 2015 con l’acquisto di una fotografia di Lisetta Carmi) una voluminosa collezione di immagini fotografiche e libri d’artista realizzati da donne.

Oggi la collezione conta più di 250 opere, una raccolta da cui sono state selezionate le sessanta immagini che compongono la mostra presentata in questa edizione del Festival: uno sguardo puntuale e al tempo stesso trasversale, cronologico e concettuale, di quanto prodotto dalla fotografia al femminile negli ultimi cinquant’anniL’ossatura della collezione è affidata a capisaldi come Letizia Battaglia, Giovanna Borgese, Lina Pallotta, Paola Agosti, che hanno raccontato importanti frammenti di storia italiana, e alle più giovani Simona Ghizzoni, Isabella Balena, Francesca Volpi; non manca il racconto della rivoluzione femminista in chiave ironica di Tomaso Binga e Lucia Marcucci, ma è sicuramente lo sguardo contemporaneo che in questa mostra ha lo spazio più ampio, divenendo il punto centrale della collezione, a dimostrazione di come la fotografia negli ultimi decenni abbia infranto le barriere della pura rappresentazione e sia divenuta potente strumento di indagine artistica: Marina Ballo Charmet, Paola de Pietri, Alessandra Spranzi, Marzia Migliora, Moira Ricci, Bruna Esposito, solo per citare alcune delle autrici in mostra.

Quando si osserva una collezione d’arte ci si interroga su quale sia il senso della vicinanza delle opere selezionate e allora si comprende che mai come nel caso di questa raccolta è l’atto creativo del collezionista che ha disegnato il percorso a essere il punto di confluenza degli sguardi, il compitum, per rimanere in dialogo col tema del SIFEST26, ovvero il luogo in cui stili e formati estremamente diversi si incontrano, offrendo l’opportunità di un’indagine più ampia e profonda.  Diventa evidente dunque che le storie che si intrecciano in questa collezione mostrano, come in ogni sistema complesso, qualcosa di più grande: coraggio, sensibilità, mistero (che la stessa Pizzi dichiara essere le unità di misura attraverso le quali scegliere i pezzi delle autrici) e l’impressione che a ogni sguardo il patrimonio di sentimenti e di concetti si arricchisca ulteriormente, come in un circolo virtuoso tendente all’infinito.

Guardando al futuro sarebbe auspicabile che, anche in Italia, importanti collezioni di fotografia come questa creata da Donata Pizzi, entrassero nei percorsi museali insieme a scultura, pittura, video.

 

A cura di Silvia Camporesi

Courtesy Donata Pizzi

 [ENG] It is always wonderful to know the reason driving the creation of a photography collection, but interest is surely heightened if the collector – Donata Pizzi – is also a photographer with a thirty-year career behind her, and that the minimum common denominator guiding the collection is that it will accept only shots by Italian, female photographers.

After spending a few years working abroad, Donata Pizzi is very much aware how little space Italian photography occupies on the international stage, and how much less women photographers do; this is a gap she wants to fill by printing a large collection of photographs and photography books, all the work of women. (The collection’s official starting date, 1 January 2015, was when she acquired a photograph by Lisetta Carmi.)

Today the collection contains over 250 works, from which were selected the sixty photographs that make up this exhibit, to be shown at this year’s SIFEST. They comprise a specific yet at the same time a slant look, chronological and conceptual, of what has been created by women’s photography over the last fifty years. The core of the collection is devoted to benchmark artists like Letizia Battaglia, Giovanna Borgese, Lina Pallotta, and Paola Agosti, who told important fragments of Italian history, and younger figures like Simona Ghizzoni, Isabella Balena, and Francesca Volpi. The story of the feminist revolution, as told in an ironic key by Tomaso Binga and Lucia Marcucci, is not missing, but what has been given the most space in this show, becoming in fact the centre point of the collection, is without doubt the contemporary gaze, showing how in the last ten or twenty years photography has knocked down the barriers surrounding pure representation, becoming a powerful tool in the artistic search – Marina Ballo Charmet, Paola de Pietri, Alessandra Spranzi, Marzia Migliora, Moira Ricci, Bruna Esposito, just to name a few of the artists on show.

When one looks at an art collection one often wonders what sense of affinity is shared by the selected works, and then one understands, here in this collection as never before, that the unifying factor is the creative act of the collector, who determines that the approach to be taken will be the point where these gazes meet, the compitum, to remain in dialogue with the theme of SIFEST26, the place where extremely diverse styles and formats meet and open the possibility for a fuller, deeper investigation. It becomes clear that in this collection, as in any complex system, the interwoven stories go to show something greater: courage, sensitivity, mystery (that Pizzi herself says are the yardsticks used to select the works) and the impression that the heritage of feelings and concepts enriches itself again at each look, as if in a virtuous circle  stretching out towards infinity.

Looking out towards the future it would also be worth hoping that major photography collections like this one put together by Donata Pizzi might find their way into the world of museums here in Italy as well, along with sculpture, painting and videos.

curated by Silvia Camporesi

Courtesy Donata Pizzi